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domenica 28 marzo 2021

Treccine al latte al profumo di limone e senza uova

Indecisa in cosa cimentarmi per una nuova ricetta dolce,  ho sperimentato questa via di mezzo tra un biscotto fragrante e una morbida brioche, con l’aroma fresco del limone e il profumo delicato di latte fresco e senza l’utilizzo di uova. A differenza delle tradizionali treccine siciliane, le ho preparate utilizzando il lievito per dolci al posto del lievito di birra, ottenendo un impasto velocissimo ma altrettanto gustoso ed ho abbinato alla vaniglia anche l’aroma fresco ed avvolgente del limone. Provatele e vi assicuro che non rimpiangerete le classiche brioche!

venerdì 19 marzo 2021

Crispelle catanesi con acciuga e ricotta

 

Croccanti e profumate all’esterno, morbide e gustosissime all’interno, le crispelle catanesi sono tra gli street food più golosi. In un mio articolo di qualche anno fa che trovate qui, ho cercato di spiegare l’aura di sacralità che avvolge la figura del crispellaro e la sua abilità leggendaria, ma il profumo che avvolge i chiostri e l’esperienza di addentare una crispella appena emersa dall’olio bollente è davvero inspiegabile. In Sicilia la festa di San Giuseppe e del Papà si celebra a tavola con tanti piatti tradizionali, dalla pasta con le sarde e i finocchietti (ricetta qui), alle zeppole (ricetta qui), passando per le sfinci (ricetta qui). 

E allora oggi, dopo avere fritto il dolce, sono passata anche al salato, cimentandomi in questa ricetta, della cui riuscita non era per niente certa… e invece, che soddisfazione! Seguitemi in cucina e almeno per oggi friggiamo!

domenica 13 dicembre 2020

Cuccìa con ricotta, frutta candita e cioccolato

La cuccìa è un piatto antichissimo della cucina popolare siciliana. Si tratta di grano cotto, condito in vari modi e consumato soprattutto in occasione della festività di S. Lucia. La ricetta originale prevede una lunga lavorazione: bisogna tenere il grano a bagno per 24-26 ore, lavarlo bene e cuocerlo a fuoco lento per circa 4-5 ore. A cottura ultimata, una volta scolato bene, si può condire nei modi più svariati, c’è chi ne apprezza una versione salata e spartana, con l’aggiunta solo di un filo d’olio e di un pizzico di sale ma la sua versione migliore è quella dolce, con l’aggiunta di zucchero, vaniglia, crema pasticcera, oppure caffè e cioccolato o ancora frutta candita e ricotta o con quello che più gradite.

Se non disponete del tempo e della pazienza per seguire tutto il procedimento potere utilizzare il grano già cotto e procedere solo alla seconda fase, arricchendolo con gli ingredienti che preferite. La mia versione preferita, inutile dirlo, è quella con la ricotta. Devo ammettere che da bambina non apprezzavo molto il sapore della cuccìa, soprattutto per l’usanza ennese di mangiarla a colazione il giorno di S. Lucia ma vi assicuro che come dessert al cucchiaio vi conquisterà con la sua bontà.

martedì 8 dicembre 2020

Marmellata bio di mandarini


Dicembre, eccoti qui. Non eri scontato per me, dopo un anno così… e invece sei arrivato, con i tuoi preparativi per un nuovo Natale, il tuo carico di speranze, il bisogno di tornare a credere a cose grandi e belle, nonostante tutto. 

Dicembre, per affrontarti senza paura scelgo di restare nel posto dove mi sento al sicuro, nella mia cucina, e parto dalle piccole cose, quelle che sembrano più insignificanti e scontate, come un albero carico di frutti. 

Talmente generoso quest’autunno che sarebbe un peccato non valorizzare tanta bontà. E allora per la prima volta mi metto alla prova con ricette mai sperimentate prima utilizzando questi frutti, per preparare marmellata, liquore, caramelle gommose e tante altre golose ricette. 

Oggi vi lascio la prima ricetta, quella della marmellata, un’idea golosa anche come regalo da mettere sotto l’albero per i vostri amici più cari.  

giovedì 25 giugno 2020

Totani e patate in umido


Questo è uno dei piatti principe della mia memoria, che solo a rievocarne il ricordo mi sento invadere da una nostalgia improvvisa di infanzia felice e pranzi spensierati. Lo preparava la mia nonna, nelle lunghe mattinate estive nella piccola cucina accanto alla sala da pranzo. Era una meraviglia accarezzare la pelle liscia dei totani appoggiati sul tavolo della cucina prima della preparazione. Seguivo curiosa ogni passaggio e mi stupivo del perché quelle carnose rotelle avessero un colore viola così intenso una volta servite nel piatto. “Il segreto?” – mi diceva mia nonna “è la cipolla rossa”. Ma il segreto era soprattutto l’amore con cui veniva preparato quel piatto, non era solo cibo, aveva in sé la potenza di un abbraccio. Seguitemi in cucina e capirete di cosa sto parlando!


giovedì 21 maggio 2020

Busiate trapanesi con bottarga e asparagi


Tipico formato di pasta del trapanese, le busiate si riconoscono per il loro formato a spirale e derivano il nome dal termine “bus”, che in arabo indica la canna attorno alla quale vengono avvolti i pezzetti di pasta prima dell’asciugatura. Non si può visitare l’estrema punta occidentale della Sicilia e non mangiare almeno un piatto di busiate, condite con un corposo sugo di pesce o con il persistente pesto alla trapanese a base di aglio. In quest’altro post avevo pubblicato la ricetta della pasta, se volete cimentarvi con la sua preparazione in casa, altrimenti scegliete un prodotto di qualità meglio se artigianale, come quello che si può trovare nei tanti panifici della zona. Grazie alla loro particolare forma, le busiate si prestano soprattutto ad accogliere sughi robusti ma sono veramente versatili e potete sbizzarrirvi con qualsiasi ingrediente che vada a nozze con questo tipo di pasta dalla consistenza tenace. Nella mia ricetta ho scelto di abbinarle con una verdura di stagione come gli asparagi e con un altro prodotto tipico del trapanese, la bottarga di tonno, ottenendo un primo piatto privo di cremosità ma che per contrasto esalta a meraviglia la sapida sabbiosità della polvere di pesce, il piccante degli asparagi e il profumo del grano, il tutto avvolto da un semplice aromatico filo di olio siciliano.